Respiri, ricordi, orme, tracce, IMPRONTE.

Siamo nell’ottavo distretto di Budapest, in Ungheria, dove vengono abbattuti vecchi edifici per lasciare il posto a nuovi stabili, più brutti e costruiti con materiali peggiori. I ragazzi di Merge Invisible, un misterioso collettivo impegnato nella street-art, decidono di protestare nel modo più diretto e semplice: ricordando a tutti ciò che erano le precedenti abitazioni. Tenendone traccia.

(Fonte: youtube.com)

…un’idea per i commedianti…
(ndr. da praticarsi dopo aver bevuto 60 litri d’acqua)

gima85:

Labirinto mentale

Il Merzbau  è l’opera più significativa e rappresentativa di Kurt Schwitters, l’artista stesso la definì l’opera della sua vita, iniziata nel 1923, fini con la sua scomparsa nel 1948. Siamo immersi in uno spazio interno astratto, completamente invaso da costruzioni e oggetti che proliferano in modo disordinato, alcune “grotte” sono dedicate ad artisti amici come Hans Arp o Hannah Höch, altre a concetti astratti come la “grande grotta dell’amore” o la “cava dell’omicidio sessuale”. Gli oggetti testimoniano le esperienze dell’artista, una specie di autobiografia spaziale, un labirinto mentale unico e difficile.

saragozzi:

Toilet paper Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari

saragozzi:

Toilet paper Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari

L'Altrove: Decostructing a book

nicolesassi:

La Divina Commedia. Un’opera assoluta al di là del tempo e dello spazio.

In questi mesi stiamo cercando di comprendere l’opera da punti di vista non consueti, lontani (o meglio, complementari) a una lettura critica del testo che compete più ai dantisti che a un gruppo di studenti di…

Miroslaw Balka è un artista polacco che attraverso diverse tecniche e materiali si è prefisso il ruolo di archeologo sui generis. Sta scavando nella sua vita, nella sua storia, nella storia dei luoghi che lo circondano, nella storia delle persone che lo circondano, e le opere sono visualizzazioni di queste relazioni. Balka lavora con materiali molto spesso provenienti dalla sua storia personale, in modo che le sue opere perdando quella connotazione astratta che viene in mente a primo acchito ma acquistino un’impronta reale.

E poi lasciare impronte diventa mainstream, con la moda degli arredi termosensibili, dalle lenzuola ai tavoli. Lui è Jay Watson, la sua collezione si chiama “Linger a little longer”.

E poi lasciare impronte diventa mainstream, con la moda degli arredi termosensibili, dalle lenzuola ai tavoli. Lui è Jay Watson, la sua collezione si chiama “Linger a little longer”.

“Quando una persona amata scompare, ogni cosa è impregnata dalla sua presenza. Ogni singolo oggetto ma anche ogni spazio è un ricordo della sua assenza, come se questa fosse più forte della presenza… “ Le sculture di Doris Salcedo esplorano il territorio della violenza criminale e politica e mostrano le tracce di distruzione lasciate dietro di sé. L’artista usa oggetti quotidiani, come abiti e mobili - spesso appartenuti alle vittime e provenienti da case dove si è abbattuta la violenza - che ancora conservano tracce della loro vita. Assemblando oggetti, già carichi dei significati che hanno acquisito nella vita, crea opere di grande potenza. L’ installazione ATRABILIARIOS (1991- 96) è composta da file di nicchie nascoste da seta opaca e incassate nel muro che contengono scarpe abbandonate. Impronte che evocano una vita umana scomparsa.

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